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Mutui: il regalo di Tremonti alle banche, non dalle banche

                               

La convenienza della Convenzione banche-Governo sulla rinegoziazione dei mutui? "Un puro effetto ottico": parola del Sole24Ore. Il riferimento è all'accordo sbandierato da Giulio Tremonti, Ministro delle Finanze, con l'ABI, ovvero i banchieri italiani. "Tassi più umani", "Rate più leggere", "Ora possibile trasformare il tasso da variabile a fisso", "Si torna ai tassi del 2006": questi i commenti entusiastici di Tremonti e dei media. E dei banchieri, sorridenti e felici per l'accordo, mentre le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra: adesso capiremo perchè.

La Convenzione ABI-Governo è piuttosto complicata, comunque si può riassumere così (per maggiori dettagli visionare questo , questo e quest'altro articolo del Sole24Ore): le famiglie che hanno un mutuo con tasso variabile possono rinegoziarlo in un altro mutuo, a tasso fisso e ai livelli del 2006: se, aumentando o non scendendo sufficientemente nel frattempo i tassi, il mutuatario avrà acquisito un "vantaggio" sull'importo finale del mutuo, dovrà restituirlo con gli interessi, allungando la durata del mutuo stesso. In soldoni: la rata mensile sarà più leggera, ma il mutuo durerà di più e il suo costo finale sarà maggiore. Anche di molto.

Qualcuno dirà: vabbè, però alle famiglie con "l'acqua alla gola", potrebbe anche convenire: meglio pagare di meno oggi, anche se pagherò di più e in più tempo. Ma siamo davvero sicuri che sia così "conveniente"?

Sempre il Sole24Ore, infatti, mostra in questa tabella come la presunta "convenienza" della Convenzione sia molto dubbia, soprattutto se raffrontata alla gratuita "portabilità" dei mutui introdotta dall'ex Ministro Bersani. Ovvero la possibilità di trasferire il mutuo da una banca ad un'altra che ti offre condizioni più vantaggiose, senza alcun costo. Ebbene, nell'esempio del Sole24Ore, su un mutuo di 100mila euro a tasso variabile stipulato nel Settembre 2005, con una rata mensile attualmente di 700 euro, nell'ipotesi che i mutui rimangano invariati nel tempo, il mutuatario otterrebbe con la Convenzione un risparmio mensile di 87 euro a fronte di un costo finale maggiorato di circa 11.000 euro. Mentre sfruttando la "portabilità", il mutuatario otterrebbe un risparmio mensile di 10 euro e risparmierebbe anche circa 2.000 euro a fine mutuo, in caso di passaggio ad un mutuo a tasso fisso IngDirect. Poca cosa al mese, certo, ma perlomeno si guadagna e non si perde a fine mutuo. Se invece, sempre sfruttando la "portabilità", il mutuatario osasse ancora rischiare passando ad un tasso variabile, otterrebbe un risparmio mensile di 34 euro e uno a fine mutuo di circa 7.000 euro (ma tutto dipende, in questo caso, dall'andamento dei tassi), sempre con IngDirect.

Insomma: le uniche a guadagnarci davvero con la Convenzione sono le banche. Nessun risparmio invece per i mutuatari: al massimo può "convenire" alle famiglie cui sono davvero fondamentali anche poche decine di euro al mese. Ma siamo davvero convinti che sia meglio ottenere un ovetto oggi, per dover poi pagare una gallina (bella grande) domani?

Pubblicato il 25/5/2008 alle 19.50 nella rubrica Diario.

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