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Tre mesi, e di "cordate" nemmeno l'ombra

                           

Oggi è il 22 Giugno
. Sono ormai passati tre mesi da quando, il 22 Marzo, in piena campagna elettorale, l'allora candidato premier Silvio Berlusconi annunciò in pompa magna: "Ormai sono impegnato io, quindi si fa. La nuova cordata verrà fuori in pochi giorni ed avrà anche il sostegno di importanti istituti di credito. Il prossimo premier, cioè io, dirà un secco no ai francesi: è una svendita".

Ebbene, dopo tre mesi niente è successo. Nessun imprenditore italiano nè istituto di credito. Anzi, le uniche ipotesi che si azzardano parlano di un coinvolgimento di Lufhansa, o di un clamoroso dietrofront su AirFrance. Ma la cosa più grave è che i contribuenti italiani, mentre continuano a pagare le perdite di Alitalia (3 milioni di euro al giorno) ora hanno dovuto sborsare anche 300 milioni di euro di "prestito-ponte" (un "ponte", tra l'altro, verso una riva che al momento non c'è). La UE, tra l'altro, ha rilevato una serie di irregolarità nel prestito, che comporterà un infrazione per l'Italia (quindi altri soldi da pagare) se non si concretizzerà una cessione nel giro di trenta giorni (era l'11 Giugno, quindi entrò metà luglio deve per forza concretizzarsi la "cordata").

Insomma, più si va avanti, sempre più guai attira Alitalia. E gli Italiani spendono sempre più soldi per i comportamenti demagogici del premier. E' una nuova tassa: la "tassa Alitalia". Forse, forse, era meglio venderla ad AirFrance, no?

Pubblicato il 22/6/2008 alle 20.2 nella rubrica Diario.

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