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Caso Eluana, finalmente rispettata la libertà di scelta

                                                  

La Corte d'Appello di Milano ha oggi sancito una sentenza storica. E' stata infatti autorizzata la sospensione del trattamento che tiene in vita Eluana Englaro, la ragazza in coma irreversibile dal 1992, a causa di un incidente stradale, il cui padre Beppino, nel rispetto delle volontà a suo tempo espresse da Eluana, chiede da anni e anni la sospensione delle terapie che la tengono in vita. Dopo ripetuti fallimenti, la Corte di Cassazione nel 2007 aveva rinviato il caso alla Corte d'Appello, esprimendo parere favorevole alla sospensione delle terapie se fossero state accertate due condizioni:
- l'irreversibilità della condizione di stato vegetativo e l'assenza di alcun fondamento medico, secondo gli standard riconosciuti a livello internazionale, che lasci suppore la benchè minima possibilità di un qualche recupero della coscienza;
- la prova che il paziente, prima di perdere la coscienza, sarebbe stato contrario alla continuazione delle cure.

Evidentemente le due condizioni sono state entrambe riconosciute, e quindi la Corte d'Appello ha disposto per l'autorizzazione. E' davvero una "vittoria dello Stato di diritto", come ha dichiarato il padre di Eluana, Beppino Englaro. Chiamatela come volete,eutanasia, eutanasia attiva, eutanasia attiva volontaria, dolce morte, morte dignitosa, testamento biologico: chiamatela come volete, l'importante è che venga riconosciuto il diritto di una persona di scegliere, in piena coscienza, cosa disporre della propria vita, quand'essa si trovi in uno stato vegetativo o di sofferenza irreversibile. E qui il mio pensiero va a Piergiorgio Welby che, a differenza di Eluana, era perfettamente cosciente nel suo stato di "vita non-vita". E, nonostante ciò, non gli è stato riconosciuto il diritto di scelta.

E' ora che il Parlamento si adegui e riempia il vuoto legislativo riguardante l'eutanasia "attiva volontaria". Non si può ogni volta perdere tempo nei tribunali e prolungare il calvario di chi non ha voluto fare questa scelta.

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Pubblicato il 9/7/2008 alle 19.45 nella rubrica Diario.

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