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Il Pdl e l'antifascismo

                                                     

Oggi si è tenuto il "Comitato dei 100" della costituente del Popolo della Libertà, il nuovo partito, che, dopo il debutto elettorale, nascerà principalmente dalla fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale, ma anche di forze minori come il PRI, i Pensionati, la DC di Rotondi , Azione Sociale della Mussolini ed altri ancora. Si annunciano modalità meno partecipative e democratiche di quelle che portarono alla formazione del PD, ma questo era scontato, vista la tradizione di Forza Italia.

Ma al centro del dibattito politico sul PDL ci sono altre questioni, più di tipo valoriale. In particolare, la domanda è questa: l'antifascismo sarà uno dei valori del PDL? La risposta dovrebbe essere certamente positiva, in quanto la maggiore forza politica del Paese deve assolutamente essere antifascista, per ovvi motivi. Tuttavia, ciò non è cosi ovvio. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini, uno dei probabili successori di Berlusconi (ammesso che il premier intenda lasciare fra 5 anni), aveva replicato alle dichiarazioni di Alemanno e La Russa sul fascismo: al primo aveva ricordato come il fascismo non fu negativo solo per le leggi razziali, ma anche perchè fu una dittatura che negò le libertà fondamentali, al secondo che i "ragazzi di Salò" vanno rispettati, ma lottavano dalla parte sbagliata, mentre i resistenti dalla parte giusta. In conclusione, aveva detto chiaramente che il PDL si dovrà fondare sui valori dell'antifascismo. Le sue parole, se da un lato hanno avuto l'apprezzamento delle opposizioni, hanno però scatenato una bufera nella sua base. In particolare, i Giovani di AN, ovvero Azione Giovani, hanno replicato al loro leader dichiarando che "non saremo mai antifascisti". Lo stesso ha fatto Alessandra Mussolini, nipte del Duce, ex AN (dalla quale uscì proprio quando Fini dichiarò il fascismo "male assoluto") e leader di Azione Sociale (tra i fondatori del PDL), che ha prima di entrare alla Camera ha indossato una maglietta con scritto: "con orgoglio dalla parte sbagliata". Infine, lo stesso leader di Forza Italia ha glissato sull'argomento. Infatti, al termine della Costituente Berlusconi ha risposto ad una domanda sull'argomento dichiarando: "penso solo a lavorare". D'altronde, già da Vespa aveva preferito non rispondere sul tema.

Insomma, un bel problema per il PDL. Il ministro Matteoli sostiene che chi non condivide le parole di Fini sarà cacciato da AN. Staremo a vedere se davvero il PDL prenderà nettamente le distanze da quella dittatura, e se davvero non ammetterà fra le sue braccia chi non condividerà questa presa di posizione. Non so voi, ma non sono pronto a scommetterci ...

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Pubblicato il 17/9/2008 alle 19.34 nella rubrica Diario.

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