Blog: http://discutendo.ilcannocchiale.it

Garantismo a corrente alternata

                                                 

La vicenda dello "stupro della Caffarella", con i due romeni arrestati ma poi scagionati dal DNA, insegna che bisogna sempre essere attenti quando si punta il dito contro qualcuno, e aspettare il giusto processo. Anche quando sembra il colpevole più ovvio. E dovrebbe insegnare a certi giornalisti che prima di scrivere titoloni del tipo "Ecco le belve romene", dando per certo ciò che certo non è, bisognerebbe riflettere. Specialmente quando si tratta di casi così mediatici, che possono rovinare la reputazione delle persone.

Ma la cosa che mi fà più indignare è che gli stessi giornalisti che titolano in maniera così pesante su questi casi, e gli stessi politici che chiedono ai magistrati di essere meno "perdonisti" (come detto dalla Carfagna oggi), spesso sono gli stessi giornalisti e gli stessi politici che fanno i "garantisti" quando nel mirino della magistratura sono i politici. E che gridano al "giustizialismo", alle "toghe rosse" quando qualche magistrato indaga su qualche politico, o quando qualche altro politico o cittadino denuncia la leggi fatte per salvare qualche politico ... per non parlare dello stracciamento di vesti quando qualche politico viene mandato agli arresti domiciliari, per non parlare degli incarceramenti (rarissimi)!

Politici e privati cittadini sono la stessa cosa. Siamo tutti uguali dinanzi alla legge, anche se qualcuno sembra esserselo dimenticato. Si può essere garantisti, si può essere giustizialisti, così come si possono essere tutte le posizioni intermedie fra questi due estremi: ma non si può essere garantisti per pochi, e giustizialisti per molti. A meno di non perdere la faccia e la coerenza, ma in questo Paese evidentemente l'incoerenza premia.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Pubblicato il 7/3/2009 alle 18.43 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web