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Fatti processare!

                                                   

E' ufficiale: Berlusconi è stato ritenuto colpevole di corruzione in atti giudiziari, con sentenza di primo grado, dal Tribunale di Milano. Non è stato condannato, vista che la sua posizione è stata stralciata in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legittimità del Lodo Alfano, la legge tramite cui Berlusconi nel Luglio 2008 si è garantito l'immunità. Ma è Febbraio è stato condannato David Mills, l'avvocato inglese che Berlusconi avrebbe corrotto per garantirsi false testimonianze, utili per uscire pulito da altri suoi processi; e nelle motivazioni della sentenza, pubblicate oggi, si legge chiaramente che ad aver corrotto Mills è stato Berlusconi, con tutti i dettagli. E dunque, se non ci fosse stato il Lodo Alfano, sarebbe stato condannato già adesso.

Ora, in un Paese normale, il Presidente del Consiglio si dimetterebbe, o perlomeno si farebbe processare, consegnandosi nelle mani della Giustizia come tutti i cittadini dovrebbero fare, ed a maggior ragione i loro rappresentanti. E, se questo non accadesse, l'opinione pubblica tutta lo chiederebbe a gran voce, magari scendendo in piazza ad oltranza. E il mondo dell'informazione, tutto, darebbe grande enfasi alla notizia, trattandola nei minimi dettagli e magari chiedendo anch'essa chiarezza e trasparenza da parte del Premier. D'altronde, è quello che è accaduto e sta accadendo in tutte le democrazie del mondo: solo per ricordare il caso più recente, nel Luglio 2008 il presidente israeliano Olmert, indagato (non condannato) per corruzione, si dimise e dichiarò di essere "fiero di appartenere ad uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. Un premier non può essere al di sopra della legge". Inoltre, proprio oggi il Presidente della Camera inglese si è sentito in dovere di dimettersi, pur non essendo coinvolto, a causa dello scandalo dei "rimborsi spesa" scoppiato nel Parlamento inglese (ve ne ho parlato qualche giorno fa), solo per puro senso di responsabilità.

Invece in Italia il Presidente del Consiglio non solo si dimette, ma non si fa nemmeno processare, e soprattutto annuncia che in Parlamento dirà finalmente cosa pensa della magistratura (peggio di quel che ha detto finora? C'è di peggio?). L'opinione pubblica, salvo una minoranza sempre più tale, è muta, oppure addirittura difende a spada tratta il Premier, colpito dai "soliti comunisti". Giornali e TV poi non ne parliamo proprio, già mi immagino i titoloni del Giornale contro le toghe rosse ed il mutismo di certi TG nei prossimi giorni.

Mi chiedo quando verrà il giorno in cui guarderemo con orrore a questo periodo della nostra storia, dove siamo arrivati a perdere la dignità pur di osannare un intoccabile leader. Se verrà.

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Pubblicato il 19/5/2009 alle 19.58 nella rubrica Diario.

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