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Ostinazione forzata

                                                    

Il TAR del Lazio, bocciando l'ordinanza Sacconi e con essa, di fatto, il ddl Calabrò sul testamento biologico, ha detto l'ovvietà. Ovvero che l'alimentazione e l'idratazione non può essere imposta ad alcuno. A maggior ragione quando queste rappresentano l'impedimento all'esecuzione della volontà di un paziente di porre fine alla sua vita in particolari condizioni.

Il fatto è che in Italia certi personaggi si ostinano a negare l'ovvio, pur di ingraziarsi certi poteri e certi tipi di elettorato. Per carità, qualcuno lo fa pure in buona fede perchè convinto delle proprie idee ... però a costoro suggerirei di usare la logica: come si può coerentemente e logicamente sostenere il ddl Calabrò, ovvero una legge che da una parte (seppur con limitazioni burocratiche assurde) riconosce il diritto di porre fine alla propria vita in determinate condizioni, e dall'altra la nega nei casi in cui alimentazione e idratazione forzata impediscono l'esercizio di tale diritto da parte dei malati?

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Pubblicato il 19/9/2009 alle 17.40 nella rubrica Diario.

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