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Patrie galere?

                                                

Tre suicidi in cinque giorni. E' l'allarme lanciato da Eugenio Sarno, sindacalista UIL, sul malessere vissuto dai 38.500 agenti penitenziari di tutta Italia, costretti a lavorare in situazioni molto stressanti per via del vergognoso sovraffolamento delle carceri italiane: 64.700 detenuti, quando c'è spazio (legale) solo per 43.218 galeotti. Finisce così che, nella migliore delle ipotesi, ogni agente deve sorvegliare un centinaio di detenuti, se va male, anche fino a 400. Senza contare la fatiscenza delle strutture, e le condizioni di estremo disagio vissute dai detenuti che inevitabilmente si ripercuotono anche sugli agenti.

Delle decisioni vanno prese, e subito. Già abbiamo fatto una pessima figura con la Corte Europea che ci ha imposto di risarcire un detenuto per le pessime condizioni che aveva vissuto nelle nostre carceri. Eppure il Ministro Alfano il 23 Gennaio scorso aveva approvato il nuovo "piano carceri", nominando un commissario con poteri speciali, Franco Ionta, che avrebbe dovuto accelerare la costruzione di nuove carceri, presentando un piano entro 60 giorni. Son passati 8 mesi, e siamo ancora in alto mare. Forse è il caso che la politica, oltre a sfilare a Ferragosto nelle galere, prenda anche decisioni concrete.

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Pubblicato il 1/10/2009 alle 23.37 nella rubrica Diario.

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