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Rinunciare alla prescrizione, per Statuto

Alla fine la pressione della stampa ha fatto dire la frase magica alla quasi totalità dei dirigenti del PD: "Penati rinunci alla prescrizione, non possiamo criticare Berlusconi e company quando ne fanno uso se poi noi siamo i primi a farlo". Finalmente anche loro si rendono conto che la diversità non va solo predicata ma anche praticata e che, nel metterla in pratica, non ci si può limitare unicamente al fatto di rispettare l'operato dei giudici (mentre i berluscones ne contestano la stessa legittimità) ma bisogna fare molto di più.

Ovviamente, con la consapevolezza che una persona deve essere ritenuta colpevole solo con una sentenza definitiva (e non solo sulla base di sospetti, per quanto forti). Ma, come dicono anche questi dirigenti del PD, i tempi della politica sono diversi da quelli della giustizia e un Partito deve poter valutare l'opportunità o meno di farsi rappresentare da personaggi che, seppur ancora innocenti fino a sentenza definitiva, sono comunque adombrati da sospetti più o meno forti (e tale opportunità deve per forza di cose essere valutata da una apposita commissione di garanzia interna al partito, a dispetto di quanti deridono tali meccanismi interni al PD senza indicare uno straccio di alternativa ... come potrebbe essere, ad esempio, la consultazione diretta degli iscritti). Per non parlare del fatto che, per essere giudicati in maniera definitiva, bisogna poter essere giudicati, e non invece approfittare della prescrizione per scamparla liscia.

Peccato che, però, gli stessi dirigenti  del PD di cui prima derubrichino la rinuncia alla prescrizione una "scelta personale" che solo Penati può prendere. E se Penati non rinuncia alla prescrizione, che si fa? Ci si lascia rappresentare da persone che ricorrono agli stessi stratagemmi che critichiamo ai berluscones?E' evidente, allora, che va veramente cambiato lo Statuto del PD. Come chiede di fare il presidente della Commissione di Garanzia del PD, Luigi Berlinguer, per tutelare meglio il PD: Berlinguer non spiega bene in che senso, ma certamente la cosa più ovvia da fare sarebbe inserire nello Statuto l'incompatibilità tra il ricorso alla prescrizione e la permanenza nel Partito.

Semplice, no? E questo potrebbe valere anche per altre tante problematiche, per sancire la "diversità" del PD (e magari degli altri partiti del centrosinistra) proprio nelle regole interne al Partito, cioè nel suo "DNA": insomma, sancire tramite Statuto quella "diversità biologica" che pure è stata tanto rinnegata in questi giorni più volte dagli stessi dirigenti del PD ...

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Pubblicato il 29/8/2011 alle 23.21 nella rubrica Diario.

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